V’era l’esigenza di presentare con un linguaggio non “pubblicitario” i mobili dell’arch. Mario Botta. L’idea in noce fu concepita a Tokyo nel 1979. Il giovane AH incontrò Carlotta Ikeda, prima donna danzatrice Butoh a Parigi cinque anni più tardi. Lo shooting di intenso lavoro si ebbe a Zurigo: 3 giorni per 8 ore, nell’atelier di Ringier in via Dufour 8. Carlotta Ikeda trasformò i mobili in elementi scenografici e il AH mise le luci nello spazio interamente dipinto di grigio per l’occasione. Carlotta Ikeda improvvisava, ispirata da quegli oggetti di design, sedie, tavolo, lampada. Ne scaturì una narrazione, senza parole, un’opera anti-pubblicitaria e poetica. Fu un momento magico di una carriera: per entrambi. Poi le strade tornarono a dividersi. Per sempre. Il reportage fu pubblicato nel supplemento dello Zeit, lo Zeit-Magazin di Amburgo.